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Arch. Auguto Capone - Arch. Gianfranco Scatigna

Arch. Auguto Capone - Arch. Gianfranco Scatigna

Arch. Auguto Capone - Arch. Gianfranco Scatigna

Analisi e progetti di sviluppo

1990/1992 - Ricerca Nazionale del Ministero della Pubblica Istruzione sul tema "La costruzione del territorio"

Gli architetti Capone e Scatigna hanno partecipato alla Ricerca Nazionale del Ministero della Pubblica Istruzione presso la Facoltà di architettura di Pescara, consociata con le Facoltà di Architettura di Milano, Roma e Napoli, coordinata dai prof. Giancarlo Motta, Rosaldo Bonicalzi, Giangiacomo D'Ardia e Valeria Pezza, sul tema "La costruzione del territorio", riguardante lo studio della struttura topografica ed architettonica di alcune parti del territorio abruzzese e marchigiano.
Il lavoro, "Analisi urbana dei centri delle aree vastese ed aquilana", è stato presentato nell'ambito di un circolo di conferenze sul tema "La costruzione del territorio" tenuto presso la Facoltà di architettura di Napoli nel 1993

1997 - Seminario Internazionale di Progettazione "Laboratorio Rogaska: la città e il fiume Locica" a Rogaska Slatina (Slovenia)

L’Arch. Gianfranco Scatigna ha partecipato al Seminario Internazionale di Progettazione: "Laboratorio Rogaska: la città e il fiume Locica" a Rogaska Slatina (Slovenia) organizzato dalla Facoltà di Architettura di Lubiana  in collaborazione con il DAU della Facoltà di Architettura di Pescara. Tra i relatori i professori Peter Gabrielcic, Janez Kozelj, Vojteh Ravnicar

1998 - Secondo Seminario di progettazione "I Territori dell'Interporto: temi di progettazione ambientale lungo la valle del Pescara" a Pescara

Gli architetti Capone e Scatigna hanno partecipato al "2° Seminario di progettazione del Dipartimento di Architettura e Urbanistica dell'Università G. D'Annunzio", organizzato dal DAU della Facoltà di Architettura di Pescara in collaborazione con la Facoltà di Architettura di Lubiana (Slovenia), dal titolo: "I Territori dell'Interporto: temi di progettazione ambientale lungo la valle del Pescara". Tra i relatori i professori Peter Gabrielcic, Janez Kozelj

1999 - Seminario Internazionale di Progettazione "I territori della Circolvallazione: temi urbani lungo la variante alla SS 16 e loro rapporto con la problematica ambientale del parco fluviale dell'Alento"

L’Arch. Augusto Capone ha partecipato al Seminario Internazionale di Progettazione: "I Territori della Circonvallazione: temi urbani lungo la variante alla SS 16 e loro rapporto con la problematica ambientale del parco fluviale dell'Alento" organizzato dal DAU della Facoltà di Architettura di Pescara in collaborazione con l'Università di Cambridge - Martin Centre. Tra i relatori i professori Nick Baker, Giuseppe Barbieri, Carlo Pozzi

2000 - Proposta di progetto "La Via della Majella"

La proposta di progetto “La Via della Majella” tratta di interventi di riqualificazione delle aree a margine del Parco Nazionale della Majella (Provincia di Chieti), all’interno del progetto A.P.E. (Appennino Parco d’Europa).
Il progetto si propone come un’opera generale di riqualificazione di un settore determinato del territorio della Provincia di Chieti, quello corrispondente con la lunga fascia pedemontana dove l’aspro ed arido paesaggio della Montagna della Majella si trasforma nell’articolato territorio vallivo e collinare dell’Abruzzo Subappenninico.
Si vuole prefigurare è un vero proprio “programma di paesaggio”, costituito da una serie di studi, politiche e progetti finalizzati alla tutela e alla valorizzazione delle caratteristiche specifiche dell’area e che, intesi come atti di “manutenzione architettonica” del territorio, potrebbero costituire delle valide indicazioni pianificatorie per le singole amministrazioni comunali interessate. Tutto la proposta ruota intorno alla ristrutturazione e riqualificazione della strada che attraversa i territori che è vista come luogo del percorso, successione di eventi e base per la manutenzione del territorio.

2001 - Studio di una vasta area pedemontana da riqualificare: "La Via delle Terre di Mezzo"

Studio di area vasta per la riqualificazione dei Sistemi Pedemontani in attuazione delle previsioni del Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Chieti (“La Via delle Terre di Mezzo”)


Il programma “la Via delle Terre di Mezzo” è uno studio di area vasta che ha per oggetto i territori della fascia pedemontana della Provincia di Chieti nato dalla proposta denominata "la Via della Majella".
Esso ha come obiettivo operativo la costruzione di una serie di rapporti integrati tra il “percorso ad alta valenza paesaggistica” che corre a ridosso della Montagna della Majella e le diverse realtà, puntuali e d’area, con cui esso viene ad interagire.
Il percorso così individuato, denominato appunto “la Via delle Terre di Mezzo”(sia perchè si trova tra la montagna e la fascia costiera e sia perché nessuna grande via consolare romana ha solcato i luoghi in oggetto, quindi i problemi di una loro agevole raggiungibilità, come di un loro rapido attraversamento, non sono stati ancora risolti. Tali “terre di mezzo” vivono perciò la condizione di un preoccupante isolamento e di una spiccata vocazione all’abbandono, ma nel contempo esibiscono il carattere ancora intatto del proprio ambiente naturale e rurale, tanto da far parlare, di importante testimonianza di archeologia del paesaggio agrario), attraversa le aree interne della Provincia per circa 250 km, unificando a circuito chiuso tratti di strada di diversa classe e importanza territoriale (SS 263, SS 84-Frentana, SS 86-Istonia, SS 364, SS 153-Valle del Sangro, SS 81-Piceno Aprutina), secondo un criterio che all’incirca vede prevalere nell’area del Sangro-Aventino la coincidenza con i tratti esistenti delle strade statali, mentre nei territori del medio e alto Vastese la continuità dell’attraversamento è assicurata anche da tracciati viari di competenza provinciale.
Uno degli obiettivi di questo studio di area vasta è quello di considerare questa condizione di “paesaggio originario” come un’opportunità unica di sviluppo e di valorizzazione economica per queste terre, piuttosto che di handicap e di degrado. Tale sviluppo sarebbe segnato dal passaggio di una strada attrezzata e armonizzata all’ambiente che segni e favorisca il passaggio turistico.

2004 - "La Via delle Terre di Mezzo"

Progetto di riqualificazione delle aree interne tra il Parco Nazionale della Majella e la fascia costiera.


Evidente sviluppo e prosecuzione del precedente  progetto “la Via delle Terre di Mezzo”, esso è uno studio di area vasta che ha per oggetto i territori della fascia pedemontana della Provincia di Chieti. Tale studio non è da considerarsi alla stregua di un piano urbanistico tradizionale, legato a rigidi schemi di organizzazione territoriale sovraordinata e a pratiche puramente vincolistiche, ma vuole proporsi come uno scenario di sviluppo delle aree interne legato alla predisposizione strategica di progetti redatta secondo le modalità della concertazione tra Provincia ed Amministrazioni pubbliche e private interessate, in un confronto continuo, capace di evidenziare le giuste opportunità di trasformazione e le più efficaci modalità operative che si presentano nel tempo. Uno degli obiettivi di questo studio di area vasta è quello di considerare questa condizione di “paesaggio originario” come un’opportunità unica di sviluppo e di valorizzazione economica per queste terre, piuttosto che di handicap e di degrado.
Riconvertire, dunque, la condizione di atavica marginalità di questi luoghi in un fatto di positiva originalità attraverso un’azione che ne valorizzi l’immagine di “campagna ricettiva”, immersa in larghi tratti di natura incontaminata, concreta declinazione delle contemporanee esigenze di un’economia e di un turismo sostenibili. Recuperare in queste vallate, come in un grande museo all’aperto, gli antichi equilibri e le intime unità strutturali del rurale e dell’urbano, la ferrea logica di natura che vedeva legare i criteri dell’insediamento e della sua costruzione alle forme di conduzione del fondo e all’uso agrario del suolo: tutti reperti “dal vivo” di un’antropologia scomparsa nella sua totalità, ma ancora affiorante da queste parti grazie forse a questo essere ancora oggi “fuori mano” rispetto ai grandi flussi delle trasformazioni sociali e tecniche della contemporaneità.
Risulta così evidente l’immagine autonoma e specifica per queste Terre di Mezzo come rifugio, come isola di antica umanità, una sosta cercata come fuga dai ritmi frenetici della vita metropolitana della costa e delle vallate fluviali per immergersi nei ritmi lenti delle ritualità contadine e pastorali, rifugio attrezzato e confortevole anche per chi si appresta ad addentrarsi nelle zone impervie della foresta e dei valloni montani del Parco.
La Via delle Terre di Mezzo che si snoda nel cuore della Provincia di Chieti vuole essere un progetto che rivolge un’attenzione privilegiata alla valorizzazione delle qualità paesaggistiche dei territori che vengono ad essere attraversati, ma al contempo mira ad essere anche uno strumento che prepari il campo ad una serie successiva di azioni miranti direttamente alla riqualificazione economica dell’intera fascia pedemontana della Provincia, puntando prevalentemente sul settore del turismo sostenibile in quanto vera potenziale ricchezza di queste aree dell’Abruzzo interno.
Tre sono i livelli di progettazione su cui si fonda prevalentemente il programma, tre salti di scala volti al comune obiettivo di rintracciare strategie operative efficaci per la riqualificazione ambientale e funzionale delle aree interne della Provincia di Chieti comprese tra il massiccio della Majella e la fascia costiera. A partire dal concetto fondativo che vede la strada come privilegiata linea esplorativa delle risorse naturali, storiche ed economiche di un territorio per troppo tempo rimasto ai lati dei grandi flussi dello sviluppo, questo progetto ha inteso mettere in atto un’articolata procedura d’intervento di riqualificazione che a partire dagli elementi fisici costituenti la strada stessa si estende prima a quei luoghi di servizio che dalla strada guidano il turista viaggiatore verso le meraviglie del territorio per poi intraprendere una complessa esplorazione all’interno dei paesaggi stessi, per comprenderne nello specifico le vocazionalità ricettive e, in generale, per tentare di gettare basi certe per le aspirazioni allo sviluppo.
In maniera sommaria vengono di seguito riportate le tre sezioni tematiche individuate:

  • la nuova immagine della strada: una serie di operazioni progettuali legate sia alla manutenzione dei componenti tecnico-viabilistici (manto, scarpate, ecc.) che di quelli segnaletici e tese a sottolineare, anche con elementi di avanguardia tecnologica, il carattere di “anello dei paesaggi”;
  • la rete degli Info-points: una serie di leggere strutture di servizio snodate lungo i “punti notevoli” della strada assolveranno alla funzione di “autogrill ecologici” (spazi di servizio informativo e ricettivo a conforto del viaggiatore e del turista dotati di totem informativi, servizi ristoro, stazioni di benzina, aree parcheggi,ecc.), sia di “torri telematiche” che, trasmettendo nella rete Internet con dispositivo webcam-live le immagini dei paesaggi di appartenenza, realizzeranno una originale opera di marketing territoriale;
  • piano strategico dei progetti d’area: la riscrittura figurativa e funzionale della strada vuole preparare ad una vasta operazione di riqualificazione economica dei territori che essa attraversa; lungo tutto il percorso vengono individuate aree passibili di interventi di valorizzazione funzionale capaci di potenziare i microcosmi economici già esistenti o di inventare nuovi ruoli territoriali o d’area. Nel loro insieme i tipi di attività che vengono indicati come fondamento di questo grande piano-struttura per lo sviluppo riguardano i seguenti settori: produttivo-artigianale, ricettivo-sostenibile, sportivo-ricreativo, museale-culturale. Dalla dislocazione di questi interventi lungo le aree adiacenti la strada vengono individuate una serie di macrozone (gli ambiti territoriali), omogenee per conformazione ambientale e paesaggistica, per tradizioni storico-culturali e per vocazioni a specifiche linee di sviluppo. Questo piano strategico di avvale poi di una serie di elaborazioni progettuali tematiche che a partire da una interconnessione con il tracciato ad anello della strada si estendono poi all’intero universo delle Terre di Mezzo come in una sorta di progressiva esplorazione (i sentieri dell’energia, i sistemi della cultura, i percorsi della fede, i poli archeologici, i poli naturalistici, i territori dei geositi, i parchi fluviali, gli ambiti rurali omogenei).
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2004 - Progetto di marketing territoriale ed immobiliare "Una casa nel Borgo"

Progetto di marketing territoriale ed immobiliare nelle aree interne della Provincia di Chieti (HQM House Qualità Marketing)

L’iniziativa “Una casa nel borgo" è un Progetto di Marketing Immobiliare che prefigura la messa in atto di condizioni favorevoli all’investimento di qualità nello specifico settore dei centri storici di piccola e media dimensione localizzati prevalentemente nelle ampie porzioni del territorio interno abruzzese non interessate dai fenomeni di sviluppo metropolitano e che ancora oggi, nell’attesa di essere valorizzate, vivono un consistente fenomeno di spopolamento.
La metodologia proposta è quella qui denominata “HqM” (House Quality Marketing) e consiste in un insieme articolato di strategie volte alla rivitalizzazione del mercato immobiliare e fondate su una caratterizzazione “qualitativa” dell’offerta,  peculiarità che verrà perseguita da un lato attraverso una serie di operazioni di valorizzazione dei singoli contesti urbani su cui si interviene, dall’altro attraverso la progettazione “su misura” di pacchetti diversificati di vendita.

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2006 - Proposta di progetto per la costruzione di un parco ludico-formativo per ragazzi a Chieti: "Fantamarù"

Fantamarù è una proposta di progetto per la costruzione di un parco ludico-formativo concepito secondo la metodologia dell'Edutainment e strutturato con percorsi didattici che bambini e ragazzi poterebbero vivere e sperimentare attraverso il gioco e il divertimento.
L'obiettivo di fondo è quello dell'educazione alla qualità della vita e alla eco-sostenibilità dell'azione umana sul territorio, cercando di affrontare il tema della coscienza ambientale.
La proposta si poneva anche come soluzione per riqualificare l'area dell'ex Fornace di via Filippo Masci a Chieti.

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2009 - Proposta di progetto "La Funicolare dei Platani"

"La Funicolare dei Platani" è una proposta progettuale che prevede la costruzione di una funicolare che colleghi un ampio parcheggio sul versante collinare nord con il centro storico, un'idea, curata dall'Impresa COCCO TERESIO, nata per avviare a soluzione il problema del traffico e dei parcheggi a Chieti.
Questa proposta è stata presentata all'amministrazione comunale e alla cittadinanza il 25 Giugno 2009, in seguito le tavole dei progetti sono restate in mostra (VEDI "Mostre dei progetti"►) presso la sala del Consiglio della Camera di Commercio di Chieti e poi sono passate in mostra presso i locali dell'associazione Semprevivo a Chieti.

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