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LA VIA DELLE TERRE DI MEZZO
Progetto di riqualificazione delle aree interne tra il Parco Nazionale della Majella e la fascia costiera.


Evidente sviluppo e prosecuzione del precedente  progetto “la Via delle Terre di Mezzo”, esso è uno studio di area vasta che ha per oggetto i territori della fascia pedemontana della Provincia di Chieti. Tale studio non è da considerarsi alla stregua di un piano urbanistico tradizionale, legato a rigidi schemi di organizzazione territoriale sovraordinata e a pratiche puramente vincolistiche, ma vuole proporsi come uno scenario di sviluppo delle aree interne legato alla predisposizione strategica di progetti redatta secondo le modalità della concertazione tra Provincia ed Amministrazioni pubbliche e private interessate, in un confronto continuo, capace di evidenziare le giuste opportunità di trasformazione e le più efficaci modalità operative che si presentano nel tempo. Uno degli obiettivi di questo studio di area vasta è quello di considerare questa condizione di “paesaggio originario” come un’opportunità unica di sviluppo e di valorizzazione economica per queste terre, piuttosto che di handicap e di degrado.
Riconvertire, dunque, la condizione di atavica marginalità di questi luoghi in un fatto di positiva originalità attraverso un’azione che ne valorizzi l’immagine di “campagna ricettiva”, immersa in larghi tratti di natura incontaminata, concreta declinazione delle contemporanee esigenze di un’economia e di un turismo sostenibili. Recuperare in queste vallate, come in un grande museo all’aperto, gli antichi equilibri e le intime unità strutturali del rurale e dell’urbano, la ferrea logica di natura che vedeva legare i criteri dell’insediamento e della sua costruzione alle forme di conduzione del fondo e all’uso agrario del suolo: tutti reperti “dal vivo” di un’antropologia scomparsa nella sua totalità, ma ancora affiorante da queste parti grazie forse a questo essere ancora oggi “fuori mano” rispetto ai grandi flussi delle trasformazioni sociali e tecniche della contemporaneità.
Risulta così evidente l’immagine autonoma e specifica per queste Terre di Mezzo come rifugio, come isola di antica umanità, una sosta cercata come fuga dai ritmi frenetici della vita metropolitana della costa e delle vallate fluviali per immergersi nei ritmi lenti delle ritualità contadine e pastorali, rifugio attrezzato e confortevole anche per chi si appresta ad addentrarsi nelle zone impervie della foresta e dei valloni montani del Parco.
La Via delle Terre di Mezzo che si snoda nel cuore della Provincia di Chieti vuole essere un progetto che rivolge un’attenzione privilegiata alla valorizzazione delle qualità paesaggistiche dei territori che vengono ad essere attraversati, ma al contempo mira ad essere anche uno strumento che prepari il campo ad una serie successiva di azioni miranti direttamente alla riqualificazione economica dell’intera fascia pedemontana della Provincia, puntando prevalentemente sul settore del turismo sostenibile in quanto vera potenziale ricchezza di queste aree dell’Abruzzo interno.
Tre sono i livelli di progettazione su cui si fonda prevalentemente il programma, tre salti di scala volti al comune obiettivo di rintracciare strategie operative efficaci per la riqualificazione ambientale e funzionale delle aree interne della Provincia di Chieti comprese tra il massiccio della Majella e la fascia costiera. A partire dal concetto fondativo che vede la strada come privilegiata linea esplorativa delle risorse naturali, storiche ed economiche di un territorio per troppo tempo rimasto ai lati dei grandi flussi dello sviluppo, questo progetto ha inteso mettere in atto un’articolata procedura d’intervento di riqualificazione che a partire dagli elementi fisici costituenti la strada stessa si estende prima a quei luoghi di servizio che dalla strada guidano il turista viaggiatore verso le meraviglie del territorio per poi intraprendere una complessa esplorazione all’interno dei paesaggi stessi, per comprenderne nello specifico le vocazionalità ricettive e, in generale, per tentare di gettare basi certe per le aspirazioni allo sviluppo.
In maniera sommaria vengono di seguito riportate le tre sezioni tematiche individuate:
  • la nuova immagine della strada: una serie di operazioni progettuali legate sia alla manutenzione dei componenti tecnico-viabilistici (manto, scarpate, ecc.) che di quelli segnaletici e tese a sottolineare, anche con elementi di avanguardia tecnologica, il carattere di “anello dei paesaggi”;
  • la rete degli Info-points: una serie di leggere strutture di servizio snodate lungo i “punti notevoli” della strada assolveranno alla funzione di “autogrill ecologici” (spazi di servizio informativo e ricettivo a conforto del viaggiatore e del turista dotati di totem informativi, servizi ristoro, stazioni di benzina, aree parcheggi,ecc.), sia di “torri telematiche” che, trasmettendo nella rete Internet con dispositivo webcam-live le immagini dei paesaggi di appartenenza, realizzeranno una originale opera di marketing territoriale;
  • piano strategico dei progetti d’area: la riscrittura figurativa e funzionale della strada vuole preparare ad una vasta operazione di riqualificazione economica dei territori che essa attraversa; lungo tutto il percorso vengono individuate aree passibili di interventi di valorizzazione funzionale capaci di potenziare i microcosmi economici già esistenti o di inventare nuovi ruoli territoriali o d’area. Nel loro insieme i tipi di attività che vengono indicati come fondamento di questo grande piano-struttura per lo sviluppo riguardano i seguenti settori: produttivo-artigianale, ricettivo-sostenibile, sportivo-ricreativo, museale-culturale. Dalla dislocazione di questi interventi lungo le aree adiacenti la strada vengono individuate una serie di macrozone (gli ambiti territoriali), omogenee per conformazione ambientale e paesaggistica, per tradizioni storico-culturali e per vocazioni a specifiche linee di sviluppo. Questo piano strategico di avvale poi di una serie di elaborazioni progettuali tematiche che a partire da una interconnessione con il tracciato ad anello della strada si estendono poi all’intero universo delle Terre di Mezzo come in una sorta di progressiva esplorazione (i sentieri dell’energia, i sistemi della cultura, i percorsi della fede, i poli archeologici, i poli naturalistici, i territori dei geositi, i parchi fluviali, gli ambiti rurali omogenei).


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